Negli uomini del nostro tempo si verifica un fenomeno sorprendente: essi aspirano alla meditazione perchè avvertono, qualunque sia la loro ideologia, o la loro fede, che a causa della tensione e della febbrilità della vita moderna, rischiano di perdere la parte migliore e più autentica di se stessi.

STAGE DI MEDITAZIONE CRISTIANA PRESSO IL SANTUARIO SS.MA ANNUNZIATA - BITTI (NU) - (26 agosto pomeriggio - 30 agosto 2015)

"Chi cerchi? Cerco il mio Signore" (Gv 20, 15)

Sono da poco trascorsi i giorni del ritiro di meditazione presso il Santuario della SSma Annunziata, a Bitti (NU) che si è tenuto dal 26 al 30 agosto 2015.

Erano presenti 35 meditanti da Cagliari e da Sassari e Alghero che, guidati da Padre Davide S.I., hanno animato il "paesello" che costituisce il santuario ed abitato le "cumbessias" (piccole casette), gentilmente messe a disposizione della Parrocchia di Bitti.

Sveglia alle 7.00, appena trascorsa l'alba quando, nel silenzio della natura, il santuario si colora di una luce tenue e gli uccelli cominciano a cantare.






















Poi nella piazzetta antistante la Chiesa, rivolti a nord est (in direzione del feng shui = energia dell'acqua e del vento) svolgiamo gli esercizi fisici del risveglio, per riscoprire il contatto con l'energia, portandola dentro di noi. Con l'espirazione, più lunga dell'inspirazione, ci svuotiamo delle nostre negatività, per aprirci alle novità della giornata.













Due domande hanno dato avvio alle meditazioni.

  • "Che cosa cerchi?", la prima. Difficile dare una risposta: cerchiamo un qualcosa, che ci soddisfi, ci appaghi. Ma cosa ci appaga? Senz'altro un qualcosa che abbia le caratteristiche del dono, qualcosa che abbiamo ricevuto senza dare niente in cambio, senza meriti da parte nostra. E allora abbiamo fatto memoria dei tanti doni (cose, situazioni, che ci vengono messe a disposizione, qualità personali etc) che ciascuno di noi ha ricevuto nella sua vita....
  • La seconda domanda è stata: "chi ci fa i doni?" ..... Sono persone che ci hanno voluto bene, senza pretendere niente in cambio, che ci hanno lasciato un qualcosa di positivo.

Non è stato facile rispondere. Siamo poco abituati a renderci conto del bene che riceviamo. Per questo diciamo pochi: "grazie!"









La meditazione dei doni ha fatto mettere le radici alla nostra piantina. Senza la coscienza del "dono" non possiamo renderci conto della misericordia di Dio il quale, attraverso persone, situazioni, qualità personali, continua a farci dei "doni", regali immeritati, caratterizzati dalla pura gratuità. Continua a farlo perché ci ama, non perché noi siamo "bravi".

La "misericordia" s'incontra con "verità".

Quando siamo consapevoli della nostra "verità", della nostra debolezza, allora sperimentiamo l'amore di Dio (la "misericordia"). "Peccato" significa mettere male i piedi, percorrere una strada che ci fa male o rimanere fermi, mentre il mondo intorno a noi avanza. La misericordia di Dio ci aiuta a renderci conto di questo e ci consola, perché ci fa sentire l'abbraccio di Dio, la sua tenerezza, il suo amore. Ecco che la nostra piantina, che siamo noi, rivolta verso la luce, alimentata dall'acqua e dall'ossigeno, cresce e noi, pur continuando a sbagliare, siamo sempre risollevati, sospinti verso l'alto.

La "rettitudine" s'incontra con la "felicità".

La "rettitudine", il nostro comportamento retto, giusto, di persone che fanno scelte per il bene, s'incontra con la "felicità", che non è l'ebrezza momentanea di un comportamento trasgressivo, ma una pace che dura, perché dono di Dio. Il nostro cuore pacificato è in grado di amare, di fare doni, di far del bene, di "far vivere" quelli che ci stanno accanto, creando armonia intorno a noi.

La "misericordia" si accompagna alla "verità" e la "rettitudine" alla "felicità".

Non si tratta soltanto di rendersi conto dei doni ricevuti, ma anche di impegnarsi seriamente per diffonderli con il nostro comportamento.

Ci abbiamo provato nel corso del ritiro, durante i momenti di silenzio (i pasti), durante il lavoro (alcuni hanno lavorato nel giardino, altri in cucina, altri ancora hanno fatto le pulizie), durante le meditazioni e le condivisioni fra di noi.

Sabato mattina siamo partiti nel cuore della notte (alle 4.00), in fila indiana, in una strada in salita e abbiamo camminato nel buio per andare a vedere l'alba. Metaforicamente abbiamo attraversato il nostro buio. Ma, mentre continuavamo a salire, una enorme luna bianca ci ha accompagnato, fino a quando il cielo ha cominciato a rischiarsi.

Seduti in una radura in cima al monte, avvolti da un vento freddo, abbiamo aspettato ....

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All'improvviso è spuntato, in silenzio, un sole enorme, rosso, velato dalle nuvole. Poi questo sole si è nascosto sotto un'altra corte di nubi per spuntare di nuovo nel cielo sereno in tutta la sua potenza, diffondendo luce e calore.

"Chi cercate?" (Gv 20, 15) chiedeva il motto del ritiro. Cerchiamo i nostri desideri autentici, la nostra vera realizzazione. In essi facciamo esperienza del Signore risorto.

Grazie a padre Davide per averci guidato in questa meravigliosa scoperta e a tutti i partecipanti per la loro disponibilità e generosità. Grazie anche a Fabrizio e a Padre Piras, presenti nel nostro cuore.

G. S.