Negli uomini del nostro tempo si verifica un fenomeno sorprendente: essi aspirano alla meditazione perchè avvertono, qualunque sia la loro ideologia, o la loro fede, che a causa della tensione e della febbrilità della vita moderna, rischiano di perdere la parte migliore e più autentica di se stessi.

STAGE YOGA DI ALGHERO (26 febbraio 2006)

Tema: la ricerca dell' "essere" o dell' "avere".

Domenica 26 febbraio 2006, ore 8.30, in Alghero, località Monte Agnese, si è svolto uno stage di meditazione sul tema: "la ricerca dell'essere o dell'avere?"

E' stata una mattinata molto bella e piena. Quaranta partecipanti per condividere una esperienza di vita legata alla coesistenza di due concetti: l'avere (l'ego) e l'essere.

L'avere (l'ego): è quando vedo un fiore, mi piace, lo strappo e lo porto a casa... Il fiore muore ... L'ego è l'istinto innato che ci spinge a possedere cose o persone per circondarci di "sicurezze" che non daranno mai di per se "sicurezza"-

L'essere: è quando vedo un fiore lo ammiro, mi sento un tutt'uno con esso ... e lo lascio lì. L'essere è l'occhio distaccato con cui guardiamo noi stessi. E' quella parte di noi che non cambia e che è un tutt'uno con la natura e con l'universo. E' il pozzo da cui attingiamo armonia e serenità, del quale facciamo esperienza con la meditazione.

L'essere e l'avere: è quando vedo un fiore, prendo la terra che lo circonda e le radici e lo porto a casa, dove ne godrò il possesso, rispettano la sua esistenza e la sua crescita ... Il nostro ego che ci spinge a possedere e ad accumulare deve essere guidato dal nostro nostro essere. I due aspetti della nostra personalità devono necessariamente coesistere e armonizzarsi.

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Spunti di meditazione tratti dalla condivisione con padre Piras.

  • - D. Quale è, oggi, il valore del coraggio e quale aiuto ci dà per superare le paure ed i condizionamenti? R. Non dobbiamo avere vergogna delle nostre idee e dei nostri comportamenti. Nasconderci significa diminuirci anche davanti a chi la pensa diversamente da noi. Dobbiamo essere fieri delle nostre idee. La paura di manifestarle - senza però ostentazione e rispettosi degli altri - ci ostacola e ci limita nella nostra crescita. Non dobbiamo essere "pappagalli", che ripetono le idee degli altri, magari gli "ultimi arrivati".
  • - R. Per raggiungere l' "essere" dobbiamo avere il carattere e le convinzioni di Gesù. Lui, per tutta la vita si è messo al servizio degli altri, insegnandoci in che cosa consiste l'amore. Nel brano della lavanda dei piedi (che abbiamo letto nella Eucaristia) Gesù compie un gesto umile, quello di lavare i piedi, un gesto che veniva svolto dagli schiavi. Questa azione di Gesù non si può comprendere se non si coglie l'amore profondo che Lui nutre per l'uomo. Nello stesso brano Gesù indica la strada per raggiungere questo amore, che poi è la realizzazione dell' "essere": mettersi a servizio degli altri con coraggio. Questo è l'unico modo che ci trasforma (ci porta all' "essere") e ci aiuta ad eliminare l'idea del possesso, sia delle cose, che delle "persone" (le manifestazioni deteriori dell'ego). Nel dare agli altri con amore e con generosità ci si svuota (si brucia l' "ego"). Dio riempie automaticamente questo vuoto, con gioia, pace e ricchezze inesauribili. Dio ci da la forza per fare questo: non cerchiamo scuse!
  • - D. Nel nostro comportamento quale peso deve avere l' "essere" e quale l' ego (l' "avere")? R. L'ego e l'essere si completano a vicenda. L'essere ha bisogno anche dell'ego, ma quest'ultimo ed i suoi risultati (le ambizioni, i desideri etc) devono essere messi a disposizione di tutti. In altre parole, le nostre qualità, le nostre energie e ciò che abbiamo devono essere poste a disposizione degli altri.
  • - D. Nelle sedute di meditazione si dice spesso che si deve avere un "obiettivo". Quale obiettivo si deve avere? E' necessario averne per forza uno? R. Se non si ha un obiettivo è come essere in una barca senza la bussola. Dio ci ha dato dei doni personali che vanno valorizzati, le nostre aspirazioni più belle: questi sono i nostri "obiettivi". Se non si riesce ad individuare degli "obiettivi" bisogna chiedere a Dio nella preghiera che ce li indichi. Aiuta anche guardare gli obiettivi di persone che stimiamo e che fanno cose belle e che sono più avanti di noi.
  • - D. Una persona ha riferito che, da quando fa la meditazione, un amico gli ha detto che è cambiata, che non la "riconosce più". Quella persona gli ha risposto, invece, che da quando fa la meditazione "conosce di più se stessa e si è ritrovata". R. La meditazione fa cambiare le persone. Noi non dobbiamo avere paura di cambiare, a qualunque età e a qualunque condizione.
  • - D. Cosa agevola il cambiamento? R. E' importante frequentare persone "in gamba", che fanno del bene: farsi "contagiare da delle persone che vivono rettamente. Bisogna stare attenti a non farci contagiare da persone che non hanno nulla da darci e che, anzi, ci risucchiano energie. Il male è "appiccicoso" e ci fa regredire. Noi adoperarci a dare qualcosa proprio a queste persone "povere", qualcosa che le aiuti a realizzarsi e a migliorare. Dobbiamo aiutarle, ma senza scendere a compromessi.
  • - R. Gesù con la sua vita ed il suo esempio ci ha indicato la vera strada della nostra realizzazione (il raggiungimento dell' "essere"). Ma noi non gli crediamo. Continuiamo ad essere diffidenti.

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Nella mattinata, dopo un esercizio di rilassamento e l'introduzione di Giuseppe, è stata svolta una relazione sull' "essere" e sull' "avere" dal punto di vista psicologico, con particolare riferimento alle "trappole mentali" nelle quali ci porta l'ego. Poi Irma ci ha fatto sperimentare come l'ego e l'essere si manifestano nelle nostre posture fisiche. E' seguita una pausa di meditazione personale, la riunione in piccoli gruppi, l'Eucaristia ed il pranzo.

Grazie a tutti i partecipanti!



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