Negli uomini del nostro tempo si verifica un fenomeno sorprendente: essi aspirano alla meditazione perchè avvertono, qualunque sia la loro ideologia, o la loro fede, che a causa della tensione e della febbrilità della vita moderna, rischiano di perdere la parte migliore e più autentica di se stessi.

RITIRO DI PENTECOSTE PRESSO IL MONASTERO BENEDETTINO DI S. PIETRO DI SORRES (Borutta): L'AMICIZIA DONO DELLO SPIRITO - 4 giugno 2017

La Scuola di Meditazione, come di consueto, il 4 giugno 2017 si è ritrovata nel Monastero Benedettino di Sorres per concludere i corsi 2016/2017 tenuti a Cagliari, Oristano, Sassari e Alghero da Padre Davide Magni S.J. e condividere la giornata di Pentecoste.

Un'occasione anche per interrogarsi su quali frutti siano scaturiti e maturati nei cinquanta giorni trascorsi dal momento della semina di Pasqua.
Infatti, nel giorno di Pentecoste si festeggia proprio l'azione dello Spirito, che consola, guida, istruisce le persone che lo ascoltano. Uno Spirito che "nasce" a Pasqua.

Nel corso del ritiro, per alcuni iniziato nella giornata del sabato, vi è stata l'opportunità di prendere parte ai riti che quotidianamente scandiscono le giornate dei Monaci: Lodi mattitine, Vespri e Compieta e, la domenica, alla celebrazione dell'Eucaristia.

I diversi momenti dedicati alla meditazione sono stati condotti da Padre Davide partendo dalla lettura del Veni Creator Spiritus (l'inno allo Spirito), nella traduzione di Mons. Antonio Pinna, inno che unisce preghiera, meditazione e invocazione (www.sufueddu.org).

Centrale è stato il passo del Vangelo di Giovanni, Cap. 21, 15-19, nel quale il Signore chiede a Pietro, chiamandolo Simone, per 2 volte: "mi ami?" e, alla terza volta, usando il verbo dell'amicizia, più modesto: "mi vuoi bene?".

"Amare" è un verbo che esprime un amore assoluto, illimitato; "mi vuoi bene" è espressione dell'amore di una persona che può sbagliare e, quindi, di un amore di per se limitato.

Al nostro amico noi che cosa chiediamo? "mi ami?" oppure "mi vuoi bene"? Perchè la risposta alle nostre attese dipende dalla correttezza della nostra domanda.

La spiritualità orientale offre degli strumenti molto validi per sostenere e promuovere un'autentica amicizia: sono le "dimore divine" (benevolenza, compassione, gioia compartecipe, equanimità), ossia dei Brahmavihara, strumenti che ci consentono di affrontare gli ostacoli che ci impediscono di relazionarci ed entrare in sintonia con chi ci circonda.

Suggerimento sul quale riflettere e meditare è stata l'importanza di aprire il proprio cuore e rapportarsi con gli altri in amicizia, e di quanto, al contrario, possa rappresentare uno spreco, un'occasione mancata, il non riuscire a scambiarsi affetto e amicizia.

Nel pomeriggio ci si è riuniti in piccoli gruppi nei quali i partecipanti hanno potuto condividere le proprie personali riflessioni sull'amicizia.

Ecco alcuni spunti:

  • Cosa ci attrae negli altri? L'esteriorità del loro comportamento, oppure la loro interiorità?
  • E' vera amicizia quella che ci conferma nei nostri limiti e difetti?
  • Accettiamo il confronto disinteressato, che cerca il nostro bene?
  • Limitarci a pochi amici ... o la ricerca di sempre nuove conoscenze?
  • Dicono che l'amicizia trova persone uguali o le rende simili. In quali termini ciò è vero?
  • Può essere utile un obiettivo comune da raggiungere insieme all'amico, al coniuge?

I gruppi hanno rappresentato un'occasione per raccontare la propria esperienza agli altri, nella consapevolezza dell'importante dono che il contributo di ciascuno rappresenta per coloro che lo ricevevono.

I pasti hanno costituito momenti conviviali. Nel pranzo di Domenica, per una parte, si è seguito lo stile monastico: durante la degustazione della prima portata, un meditante ha letto a voce alta un commento al Veni Creator mentre gli altri, in silenzio, hanno ascoltato.
Terminata la lettura, la conversazione ha preso il sopravvento!

Grazie a Padre Davide e a tutti i partecipanti!

F. D.