Negli uomini del nostro tempo si verifica un fenomeno sorprendente: essi aspirano alla meditazione perchè avvertono, qualunque sia la loro ideologia, o la loro fede, che a causa della tensione e della febbrilità della vita moderna, rischiano di perdere la parte migliore e più autentica di se stessi.

STAGE DI MEDITAZIONE YOGA IN SASSARI VIA SOLARI 8, PRESSO IL P.I.M.E. (04 aprile 2009)

  • Paura. E' un sentimento viscerale, misterioso che ciascuno possiede. Ognuno ha le sue paure che nascono con lui dalla nascita. La paura è un sentimento personale: posso aver paura della solitudine o delle "cavallette". Ognuno di noi deve conviverci e, allo stesso tempo, combattere.
  • E' una domanda. La parola incubo significa stare sopra il cuore. Quando abbiamo paura, c'è qualcosa che si pone sopra il nostro cuore e ci chiede di essere osservata: chiediamo alla nostra paura: chi sei? Che cosa vuoi? .... Ascoltiamo molto in profondità la risposta.
  • Reagire. Spesso abbiamo "paura" che le nostre paure siano banalizzate dagli altri: non ne parliamo per timore di essere criticati, di apparire deboli e quindi di chiuderci in noi stessi. La meditazione ci aiuta a conoscere e a guardare in faccia le nostre paure. Ma non basta. Dobbiamo parlarne con gli altri, con persone di cui assolutamente ci fidiamo e, se è il caso, farci aiutare. Dobbiamo essere umili.
  • Reagire. Spesso mentalmente capiamo le nostre paure e le loro origini. Ma il ragionamento mentale da solo non è sufficiente. Occorre reagire con un "fare" contrario alla paura stessa. Ad esempio, se sono triste, mi sforzerò di fare umorismo, se sono chiuso di aprirmi agli altri, se sono pigro di fare attività fisica, se sono sfiduciato, di avere fiducia. Lo farò con convinzione, per il mio bene e per quello delle persone che mi stanno vicino. Senza pensare troppo.
  • Reagire. La paura è messa in fuga dalla fede, che cresce quando si approfondisce e si fa evolvere la propria spiritualità. Spiritualità è conoscere a fondo noi stessi per aprirci alla vita e aiutare le altre persone. E' aiutando gli altri che si vince la paura. Mai chiudersi in noi stessi!
  • Reagire. Spesso ci blocca questa domanda: "ma perché proprio a me?" La paura diventa per noi un blocco. L'evento negativo, invece, è dato a me, perché io possa trasformarlo in un qualcosa di diverso, di meno negativo, se non di positivo. La paura, spesso contiene delle sfide per noi, assolutamente necessarie per migliorarci.
  • Reagire: non rimandiamo le risposte alle nostre paure. Rispondiamo subito con azioni concrete, gesti, guardando avanti con fiducia. Il passato lo cerchiamo solo per evitare di ripetere gli errori già fatti.
  • Reagire. Come sono riuscito altre volte ad affrontare e a superare situazioni difficili, riuscirò anche questa volta. Sono certo.
  • Reagire. Ho paura di aver paura!

Bellissima serata di meditazione a Sassari. Novantacinque partecipanti della scuola di Sassari e Alghero hanno meditato dalle 16.00 alle 19.00 presso una sala del P.I.M.E. in via Solari 8, sul tema della "paura", del quale riporto solo alcuni degli spunti tratti dalla mia meditazione.
Dopo un esercizio di rilassamento, la lettura della relazione ed una visualizzazione, ciascuno ha meditato in silenzio. Poi ci siamo riuniti in piccoli gruppi nei quali abbiamo fatto amicizia e condiviso le nostre esperienze.
Ti invito a cogliere, fra gli spunti che ho riportato sopra, quello che ti ha colpito di più e ad approfondirlo: spero che ti possa essere d'aiuto.

Buona Pasqua (rinascita, reazione)!

Toti Semprini