STAGE YOGA DI ALGHERO DEL 04/04/04

Domenica 4 aprile, 30 meditanti della scuola di Sassari e Alghero si sono ritrovati, in una splendida giornata di primavera dai mille colori, ad Alghero, nella collina di Monte Agnese.

La meditazione si è svolta sui "dieci tori Zen".

Dopo un esercizio di rilassamento, sono state proiettate le diapositive raffiguranti i dieci dipinti.
Padre Piras ha commentato ogni dipinto introducendoci alla meditazione personale.

Poi, ciascuno per proprio conto, con l'aiuto di un foglietto nel quale sono stati riportati i quadri e le poesie, ha meditato in mezzo al verde della natura.

La condivisione tutti insieme, la celebrazione dell'Eucaristia ed il pranzo hanno completato questa splendida giornata, che ha lasciato fra noi meditanti tanta serenità ed allegria.









La meditazione sui dieci tori Zen

Come più volte detto, lo Zen è una tecnica di meditazione che, per essere compresa, va praticata. E' difficile e sempre parziale una descrizione di questa esperienza.
Tuttavia, essa vuole condurre il meditante verso una ricerca: quella della sua vera identità, della sua natura più autentica, la cui scoperta e padronanza lo porta necessariamente alla piena realizzazione, con il raggiungimento di tutto ciò che ne consegue: pace, gioia, serenità, pienezza di vita.
Il monaco buddista e maestro Zen della scuola Rinzai, Kuo-an, ha riprodotto, nel XII secolo d.C., dieci tavole che raffigurano le tappe di questo cammino e che attualmente si trovano in un monastero della città di Kyoto.
Nei quadri, sui quali abbiamo meditato con la guida di padre Piras, questa ricerca è rappresentata da due personaggi: il contadino (l'uomo) che cerca il bue (la sua natura spirituale).
Kuo-an aggiunse a ciascun quadro dei versi per provocare in modo diretto e con ogni mezzo l'intuitività del meditante, stimolando la mente in questa ricerca.





1. LA RICERCA DEL BUE

Nei pascoli di questo mondo, mi apro senza posa un varco tra l'erba alta in cerca del bue.
Seguendo il corso di fiumi senza nome, perso lassù tra gli intricati sentieri di monti lontani, le forze mi vengono meno e la mia vitalità è esausta: non riesco a trovare il bue.
Odo soltanto le locuste lanciare il loro verso stridulo attraverso la foresta, nella notte.













2. SCOPERTA DELLE ORME

Lungo la sponda del fiume, sotto gli alberi, scopro le orme!
Anche sotto l'erba fragrante scorgo le sue impronte.
Si trovano nelle profondità di remote montagne.
Queste tracce sono perfettamente visibili come il tuo naso rivolto all'insù.
















3. SCOPERTA DEL BUE

Odo il canto dell'usignolo.
Il sole è caldo, il vento dolce, i salici verdeggiano lungo la riva.
Qui nessun bue può nascondersi!
Quale artista riesce a delineare quella testa massiccia, quelle magnifiche corna?

















4. CATTURA DEL BUE

Lo afferro grazie ad una lotta terrificante la sua grande volontà e forza sono inesauribili.
Esso si dirige verso i più elevati altipiani
assai più in alto delle nuvole,
oppure si staglia sopra un invalicabile burrone.














5. DOMARE IL BUE

Sono necessarie frusta e corda.
Altrimenti, esso potrebbe sfuggirmi per qualche strada polverosa.
Se bene addestrato, diviene naturalmente mite.
Allora, senza pastoie, obbedisce al proprio padrone.














6. CAVALCARE IL BUE VERSO CASA

Montando sopra il bue, torno lentamente verso casa.
La voce del mio flauto salmodia nelle ombre della sera.
Scandendo con battiti di mani la vibrante armonia, dirigo il ritmo senza fine.
Chiunque udrà questa melodia si unirà a me.















7. SUPERAMENTO DEL BUE

A cavalcioni del bue giungo a casa.
Sono sereno e anche il bue può riposarsi.
E' giunta l'alba. Immerso in un beato riposo.
Nella mia dimora di paglia ho abbandonato frusta e corda.














8. SUPERAMENTO DEL BUE E DEL SE'

Frusta, corda, persona e bue: tutto si fonde nel Nulla.
Questo cielo è così vasto che nessun messaggio potrà intaccarlo.
Come può esistere un fiocco di neve in un fuoco ardente?
Ecco le orme dei patriarchi.















9. RAGGIUNGERE LA FONTE

Troppa strada si è resa necessaria per tornare alle origini e alla fonte.
Sarebbe stato meglio essere sordi e ciechi fin dall'inizio!
Restando nella propria dimora senza curarsi di nulla.
Il fiume scorre tranquillamente ed i fiori sono rossi.

















10. RITORNO ALLA PIAZZA DEL MERCATO

Scalzo e a petto nudo, mi mescolo alla gente del mondo.
I miei vestiti sono a brandelli, pieni di polvere e io sono sempre immerso nella beatitudine.
Non adopero alcuna magia per prolungare la mia vita.
Ora, davanti a me, gli alberi diventano vivi.